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FAQ

A bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni. Se un bambino compie 3 anni nel corso dell’estate, potrà essere iscritto al centro estivo a partire dalla data del compleanno.

I centri estivi possono essere attivati in strutture o immobili o aree che dispongano dei requisiti di agibilità ai sensi del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., quali per esempio sedi scolastiche e di servizi educativi di cui al D lgs. 65/2017, fattorie didattiche, sedi delle associazioni sportive dilettantistiche, oratori, enti religiosi, ecc., a condizione che siano in grado di garantire le funzionalità necessarie, in termini di spazio per le attività all’interno e all’esterno, servizi igienici, spazi per servizi generali e per il supporto alla preparazione e/o distribuzione dei pasti.

No. I centri estivi sono esclusivamente diurni.

Se le attività si svolgono in locali o aree fruite da altri utenti, le attività destinate ai minori dovranno essere debitamente isolate e circoscritte.

Requisiti di agibilità e uso dell’immobile, che dovranno essere dichiarati nella SCIA, secondo il modello approvato con Determinazione Dirigenziale n. 526 del 3/06/2020.

Oltre ai requisiti generali, l’immobile o l’area ospitante il centro di vacanza diurno deve disporre di idoneo riparo, di cassetta di primo soccorso e di un numero sufficiente di servizi igienici che consenta di mettere in atto le indicazioni atte alla prevenzione del contagio, nonché deve essere possibile identificare una “zona filtro” per gli operatori e per gli utenti (per il triage ed operazioni di vestizione/svestizione anche relativa all’utilizzo dei DPI).

Nel caso di accoglienza per i bambini 3/6 anni, è possibile utilizzare un unico ambiente di dimensioni adeguate per consentire anche il riposo pomeridiano, nel rispetto di un adeguato distanziamento.

La struttura deve essere dotata di idonea segnaletica e/o affissione di materiale informativo, possibilmente con pittogrammi affini all’utenza, rispetto alle indicazioni igienico comportamentali da tenere per contrastare la diffusione di SARS-CoV-2.

Di norma 100 minori. Qualora gli ambienti e gli spazi a disposizione consentano di superare i 100 posti, il centro dovrà essere organizzato in moduli distinti, all’interno di ciascuno dei quali dovrà essere garantito il rispetto di tutte le indicazioni.

Ogni titolare della struttura, tenendo conto degli ambienti a disposizione, sia interni sia esterni, e del numero di operatori di cui dispone, deve valutare il numero dei minori che è in grado di accogliere ogni giorno, considerando il rispetto del distanziamento fisico.

I minori devono essere organizzati in piccoli gruppi, nel rispetto del rapporto personale educativo e minori indicato al punto 5 della nuova disciplina, con riferimento all’organizzazione di una pluralità di spazi diversi per lo svolgimento delle diverse attività in programma, prestando attenzione a non variare la composizione dei gruppi, nonché a evitare durante le attività possibili contatti tra gruppi diversi di minori.

Dovranno essere individuate distinte fasce relative all’età della scuola dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni), della scuola primaria (dai 6 agli 11 anni) e della scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni).

Ai fini dell’inserimento dei minori nei gruppi, viene considerata l’età al momento dell’iscrizione.

Andranno favorite il più possibile le attività all’aperto, tenendo conto di adeguate zone d’ombra, e l’organizzazione per turni dell’utilizzo degli spazi comuni (es. mensa) in funzione della numerosità e delle dimensioni degli ambienti.

Tutte le attività devono essere organizzate garantendo il necessario distanziamento sociale (distanza interpersonale di almeno un metro) e senza lo scambio di oggetti.

Le attività del singolo gruppo sono libere, quindi, è consentito organizzare gite garantendo il distanziamento fisico e le necessarie protezioni.

La dotazione di personale dei centri estivi deve prevedere:

– un coordinatore responsabile delle attività educative, ricreative e gestionali, di età non inferiore a18 anni, con esperienza almeno triennale debitamente documentata di educazione di gruppi di minori, che può essere il coordinatore fino ad un massimo di 3 centri estivi;

– operatori di età non inferiore a 18 anni;

– personale ausiliario adeguato per quantità alle diverse esigenze legate all’espletamento del servizio.

Rapporto personale educativo e minori:

– per i minori in età di scuola dell’infanzia: un adulto ogni 6 minori

– per i minori in età 6/11 anni: un adulto ogni 8 minori

– per i minori in età di scuola secondaria 12/17 anni: un adulto ogni 10 minori.

Per tutta la durata del centro estivo, gli operatori devono essere sempre presenti secondo la dotazione sopra indicata e deve essere prevista la possibilità di attivare degli operatori supplenti in caso di necessità.

Per svolgere il ruolo di operatore dei centri estivi, non occorre avere titoli specifici o qualifiche; sono comunque privilegiati educatori professionali, animatori culturali e sportivi e insegnanti.

Il responsabile della struttura, o suo/i delegato/i identificato/i in modo formale, è il referente per la prevenzione e controllo delle infezioni correlate alla assistenza (ICA) e, specificatamente per le infezioni da COVID-19, deve gestire le operazioni di informazione, formazione e controllo di tutti gli operatori.

Tutto il personale, dipendente e volontario, deve essere formato sui temi della prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle misure di igiene e sanificazione.

È opportuno che tutti gli operatori siano preventivamente messi a conoscenza dello spazio in cui andranno a operare, le opportunità che esso offre rispetto all’età dei minori che accoglierà, in modo utile alla programmazione delle diverse attività da proporre e condividere con gli stessi.

In via complementare, è possibile coinvolgere operatori volontari e volontari del servizio civile, opportunamente formati.

Sempre in via complementare, ferma restando la presenza minima di personale sopra individuato, ciascun gruppo potrà essere affiancato da un massimo di due adolescenti della fascia 16/17 anni di età, anch’essi opportunamente formati e da non considerare ai fini del calcolo del rapporto utenti/personale, per il supporto al gruppo stesso.

Ferma restando la composizione stabile di ciascun piccolo gruppo, è possibile avvalersi di operatori ed esperti per la realizzazione di laboratori e attività tematiche specifiche, che possono ruotare nella conduzione di tali attività, proponendole di volta in volta presso ciascun gruppo, sempre nel rispetto del protocollo sanitario.

L’inserimento nel centro estivo di un minore disabile deve essere valutato con i servizi che seguono il minore; in tal caso, dovrà essere previsto, oltre agli operatori necessari per ciascun gruppo di minori accolti, almeno un operatore ogni minore disabile accolto e dovranno essere valutate con attenzione in riferimento alla condizione di ciascun minore le attività da proporre, mantenendo adeguati livelli di sicurezza.

L’accesso alla struttura da parte di chiunque, operatori, addetti (anche volontari e animatori), utenti, famigliari (anche questi ultimi dotati degli adeguati dispositivi di protezione), deve essere preceduto da una scheda di pre-triage quotidiana per la raccolta delle informazioni che valuti gli elementi seguenti:

– in modo diretto da parte dell’operatore nella zona filtro, previa igienizzazione delle mani:

1) la rilevazione della temperatura corporea con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza contatto (da pulire con una salvietta igienizzante o cotone imbevuto di alcool prima del primo utilizzo e alla fine dell’accoglienza e in caso di possibile contaminazione, ad esempio se il minore inavvertitamente entra in contatto con lo strumento o si mette a tossire durante la misurazione);

2) la presenza di sintomi visibili quali tosse, difficoltà respiratorie, arrossamento degli occhi/lacrimazione, intenso rossore sulle gote, spossatezza e irritabilità.

– in modo indiretto, in base alle informazioni fornite dalla persona e dai famigliari/tutori con un questionario auto-compilato e auto-certificato da famigliari/tutori conviventi con il minore in merito alla presenza di:

1) febbre nell’ultima settimana,

2) tosse,

3) recente difficoltà respiratoria,

4) perdita della sensazione del gusto,

5) perdita della capacità di sentire gli odori,

6) essere stato a stretto contatto con caso di Covid-19 sospetto o confermato a loro noto.

È necessario allontanare dalla struttura qualunque persona che presenta sintomi come anosmia, ageusia, febbre, difficoltà respiratorie, tosse, congiuntivite, vomito, diarrea, inappetenza, invitarla a rientrare al domicilio e a rivolgersi al Medico di Medicina generale e al titolare del centro.

Qualora un operatore del centro o uno dei minori presentasse i sintomi sopra descritti, in attesa del suo rientro a domicilio, è opportuno che venga isolato in uno spazio dedicato, che può essere rappresentato da un’infermeria (se presente), o comunque da un locale o uno spazio circoscritti in modo da evitare contatti con le altre persone del centro.

A guarigione avvenuta, la riammissione al centro del minore o dell’operatore, dovrà essere vincolata dalla presentazione di un certificato a cura del proprio medico curante (Medico di medicina generale o Pediatra di Libera scelta).

I pasti verranno consegnati dal personale in servizio. Il pasto deve essere organizzato garantendo la distanza di sicurezza tra i minori. Ove non fosse possibile l’utilizzo della mensa in modo separato per gruppi, la stessa sarà organizzata su più turni.

Sì, se gli spazi lo permettono garantendo la distanza interpersonale di sicurezza e rispettando la divisione dei gruppi.

Al termine del pasto, si dovrà provvedere alla raccolta degli avanzi, di piatti, bicchieri, posate e gettarli negli appositi contenitori e provvedere alla disinfezione dei tavoli e dei piani di appoggio utilizzati.

Prima e dopo i pasti, tutti i minori e gli operatori devono procedere con l’igienizzazione delle mani.

Sono escluse dall’obbligo di notifica sanitaria le forme di ristorazione riconducibili alla gestione familiare, (esempio consumo di alimenti preparati da ciascuna famiglia, produzione/somministrazione in loco dei pasti svolta da parte dei genitori o volontari che partecipano alle attività del centro) o ad un operatore del settore alimentare (OSA) già notificato (es. acquisto di panini presso bar/ristoranti, consumo di pasti in ristoranti, somministrazione in forma famigliare di pasti forniti da un OSA notificato).

Non è necessaria la notifica sanitaria, se il Centro si avvale di OSA già registrati da parte dell’ASL per la medesima attività (es., strutture autorizzate alla refezione nel periodo scolastico).

È importante evitare i contatti tra genitori al momento di accompagnare o ritirare il bambino/adolescente e gli assembramenti negli spazi esterni (parcheggi adiacenti inclusi).

I minori potranno entrare presso la struttura accompagnati da un genitore/accompagnatore per volta, preferibilmente sempre lo stesso genitore/la stessa figura di riferimento.

Gli orari di ingresso e uscita saranno ampi, in modo tale da evitare assembramenti tra minori e accompagnatori; in ogni caso verrà accolto e consegnato solamente un minore alla volta.

È opportuno che ingressi e uscite siano scaglionati per fasce orarie per piccoli gruppi.

l punti di accoglienza devono essere preferibilmente all’esterno dell’area/struttura per evitare che gli adulti accompagnatori entrino nei luoghi adibiti allo svolgimento delle attività, segnalando con appositi riferimenti le distanze da rispettare, cercando di differenziare i punti di ingresso dai punti di uscita, con individuazione di percorsi obbligati.

Va assicurata la disponibilità di soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani, in tutta la struttura, con particolare attenzione ai punti di ingresso.

Prima dell’apertura del centro estivo, deve essere garantita la sanificazione o pulizia di tutti i locali e di tutti gli oggetti.

Nel caso di uso promiscuo dei locali adibiti a centro estivo, prima dell’inizio di ogni settimana, deve essere eseguita adeguata igienizzazione dei locali.

È necessario garantire la disponibilità di soluzioni/gel a base alcolica presso ogni ambiente e in più posizioni per consentire facile accesso agli operatori e ai minori.

Il titolare dell’attività deve garantire la fornitura di tutti i DPI previsti agli operatori del centro. In particolare, sono tenuti ad utilizzare le mascherine, anche di comunità, sia il personale (dipendente e volontario), sia i genitori/adulti di riferimento nella fase di accompagnamento e ritiro dei minori.

Le stesse vanno posizionate sempre ben aderenti al volto, a coprire naso, bocca e mento e vanno indossate e tolte tenendole per l’elastico o i lacci da passare dietro le orecchie o legare dietro la nuca.

Dai 3 ai 6 anni non è consigliabile l’uso delle mascherine. Dopo i 6 anni è opportuno utilizzare le mascherine, a eccezione dei momenti di attività ludico-motoria, durante i quali va comunque sempre assicurato e mantenuto il distanziamento.

E’ necessario praticare sempre l’igiene delle mani prima di indossare le mascherine e dopo averle eliminate, non toccarle con le mani durante l’uso, e non riutilizzarle se si tratta di dispositivi monouso. I guanti, come le mascherine, aiutano a prevenire le infezioni ma solo se utilizzati correttamente: il loro uso non deve sostituire la corretta igiene delle mani; al pari delle mani non devono venire a contatto con bocca, naso e occhi; devono essere ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati nei rifiuti indifferenziati; al termine dell’uso devono essere eliminati e non possono essere riutilizzati.

Risultano necessari particolarmente in alcuni contesti lavorativi, ad esempio per il personale addetto alla pulizia e alla ristorazione, mentre per il personale educativo possono essere raccomandati nell’eventualità di manovre dove sia prevedibile un contatto diretto con secrezioni e liquidi biologici.

Il legale rappresentante dell’impresa/ente che conduce come titolare l’attività deve presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune in cui ha sede il servizio e all’Azienda sanitaria locale competente per territorio.

Alla SCIA deve essere allegato il progetto organizzativo che deve mostrare l’applicazione delle disposizioni contenute nella nuova disciplina in coerenza con lo specifico contesto ambientale in cui le attività si svolgeranno.

Dalla data di presentazione della SCIA all’amministrazione comunale e all’Asl competente per territorio.

L’attivazione dei centri estivi resta in linea con I termini definiti dal D.P.C.M. 17/05/2020.

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